Alla scoperta dell’Oro di Venezia

Venezia è un museo a cielo aperto, una città che non finisce mai di offrire doni a chi decide di visitarla.

Tra i tour più conosciuti si può scegliere tra le passeggiate per scoprire la storia dietro il nome dei vari nizioleti (i “cartelli” dipinti sui muri di Venezia per indicarne la toponomastica); i “bacari tour” (tour a tappe nei vari bacari, i tipici bar di Venezia, dove gustare un’ombra de vin e un cichetto), le visite ai suoi giardini segreti, custoditi all’interno delle corti di palazzi e monasteri, o ancora ripercorrere la vita e le avventure di Giacomo Casanova; oppure il classico tour delle isole, Murano e i mastri vetrai, Burano e i suoi merletti, e Torcello con la splendida Basilica di Santa Maria Assunta, e ancora gli innumerevoli musei e le chiese, prima fra tutte la maestosa Basilica di San Marco.

Partendo da un nuovo e crescente interesse personale per il mondo del vino, cercavo un elemento che permettesse di unire l’interesse dei turisti per l’enogastronomia italiana e la città che ho la fortuna di avere a portata di mano: Venezia. Cercando di immaginare una giornata alternativa da passare tra le sue calli.

Così ho scoperto una particolarità antica, ma ancora poco conosciuta di Venezia: la Dorona, il suo vitigno autoctono, “l’uva d’oro”, così la chiamavano i Dogi, riapparsa in laguna grazie a Gastone Vio, contadino di Sant’Erasmo, l’isola/orto di Venezia, che dal 2002 con la collaborazione dell’Università di Berlino, è tornato ad allevarla.

Perché quindi non iniziare con una passeggiata tra le coltivazioni della Dorona e la degustazione del vino Venissa,  la cui bottiglia è stata disegnata dal mastro vetraio Moretti e la cui etichetta è fatta dall’artigiano della foglia oro Mario Berta Battiloro, ultimo “battiloro” d’Europa, custode di una tradizione artigiana antica. Immancabile la visita al suo laboratorio, attivo sin dal 1926, per proseguire poi con la visita alla Fornace Orsoni, che produce, grazie alle abili mani dei suoi collaboratori, le tessere per i mosaici che vengono usate non solo a Venezia ma in tutto il Mondo.

E come rinunciare alla magia di una visita privata serale alla Basilica di San Marco? Immaginate il silenzio solenne e i vostri passi illuminati dalla luce fioca delle candele e poi, piano piano, le luci si accendono scoprendo gli straordinari mosaici della Basilica lasciandovi senza fiato.

E per finire una cena con protagonista il vino ed il suo abbinamento con il cibo, quest’ultimo rigorosamente ispirato alla tradizione veneziana.